Scotomi

scritto da Giorgia Romano
Scritto 23 ore fa • Pubblicato 13 ore fa • Revisionato 13 ore fa
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Autore del testo

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Autore del testo Giorgia Romano

Testo: Scotomi
di Giorgia Romano

 “Appercezione”: la percezione della percezione, vedere una nuova situazione nell’ottica di quelle passate. Le immagini trascorse saranno sempre l’esito di una costruzione identitaria, provo a dar loro parole.

Rivedo la volta in cui mio nonno mi ha regalato il primo vocabolario o il giorno in cui ho ricevuto il mio pianoforte. Mi sentivo piccola davanti a quello strumento che bastava sfiorare perché rispondesse. Quelle corde mi ricordano, ancora oggi, di accordare costantemente le mie.

Un’immagine ancora nitida, vista con l’olfatto: il profumo di mia madre mi svegliava la mattina solleticando il naso. Lei si preparava per andare al lavoro; io già conoscevo la vertigine di uno strappo.

Ricordo il momento in cui ho visto per la prima volta mio fratello: lì ho capito, troppo precocemente, quanto possa essere prepotente l’amore e quanto non chieda permesso.

Poi la mia tata e il suo matrimonio africano: stoffe colorate ballavano, parole che non conoscevo venivano urlate, noncuranti della mia incomprensione. Sentirmi in minoranza, così ne ho conosciuto il valore.

Sono qui che osservo le espressioni della gente in attesa: è come se ognuno in quel momento di pausa slatentizzasse i propri pensieri. Alcuni si lasciano andare in smorfie come se stessero parlando tra sé e sé, altri sorridono mordendosi le labbra, altri ancora con sguardo giudicante, pronti a dar voce al proprio disappunto.

E vorrei dire di tutti quei discorsi che ho elaborato troppo tardi nella mia mente e che rimarranno taciuti perché i destinatari sono troppo lontani nel tempo. Ormai.

Penso a quando ho letto del concetto di “clinica del passato”: clinica come diagnosi, terapia; passato come malato. Preferisco voltarmi indietro senza giudizi e, se serve, perdonarmi.

Rivedrei tutte le storie che ho attraversato: ognuna meritevole di ascolto, ognuna una nuova visione.

Ho dissimulato le ragioni per cui ho abbandonato Torino: avevo paura di non avere nulla da dimostrare - il coraggio di una confessione.

Penso alla città in cui sono nata e vivo, alla scansione cromatica delle sue stagioni, a come qui si curino più le radici che le ali (e di come questo possa soffocare), alla luce gialla dei suoi vicoli e a come ogni passo, se ascolti con attenzione, annodi la trama di un nuovo racconto. A come, a volte, vorrei fuggire. Forse vorrei dire delle volte in cui l’ho fatto e di tutte le volte in cui ancora lo farò.

Queste immagini le sento ancora, sono come piccoli scotomi. Puntini che andrebbero numerati e poi uniti tra loro, chissà che disegno ne verrebbe fuori…

 

Scotomi testo di Giorgia Romano
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